Sabrina Baragiani

Come i confini possono salvare le relazioni familiari

I confini relazionali sono i limiti, fisici ed emotivi, che ogni persona ha il diritto di stabilire per proteggere il proprio benessere, i propri valori e la propria identità. Definiscono cosa è per noi accettabile e cosa non lo è, ci aiutano a regolare l’intensità delle relazioni e a mantenere un senso di sé distinto dall’altro. In questo senso, i confini non separano: proteggono, organizzano, rendono possibile la connessione autentica.

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Perché a volte è così difficile porre dei confini?

Molte persone temono che dire “no”, mettere un limite o esprimere un bisogno possa portare all’allontanamento, alla rabbia o al silenzio dell’altro. Non di rado chi ha difficoltà a stabilire confini chiari sperimenta:

  • co-dipendenza

  • risentimento e senso di colpa

  • burnout emotivo

  • invischiamento affettivo

  • insonnia o sintomi psicosomatici

  • evitamento o chiusura relazionale

Alla base di queste dinamiche c’è spesso una profonda paura della solitudine o la convinzione, appresa nell’infanzia, che per essere amati si debba sempre compiacere, accudire o “tenere insieme” gli altri. E così, anche di fronte a relazioni tossiche o logoranti, si fatica a dire basta.

10 motivi per cui si resta in relazioni non sane

  1. Si aspetta che “tornino i bei tempi”

  2. Si spera che l’altro cambi

  3. Non ci si immagina la vita senza quella persona

  4. Mancano risorse economiche per andarsene

  5. Si confonde la lealtà con il sacrificio

  6. Si pensa che l’altro non possa farcela senza di noi

  7. Si teme di fare la scelta sbagliata

  8. Si aspetta che sia l’altro a chiudere la relazione

  9. Si vuole evitare di ferire altri (es. figli, familiari)

  10. Non si è ancora abbastanza stanchi o consapevoli

Confini chiari: parole e comportamenti devono andare insieme

I confini hanno due componenti fondamentali: quella verbale (ciò che diciamo) e quella comportamentale (ciò che facciamo). Se promettiamo a noi stessi di non tollerare più certi atteggiamenti, ma poi li accettiamo ancora, i confini diventano confusi. La chiarezza e la coerenza sono elementi essenziali per rendere i nostri limiti riconoscibili e rispettabili.

Spesso le persone non rispettano i nostri confini per due motivi principali:

  • Non li abbiamo mai esplicitati chiaramente

  • Non li abbiamo fatti valere nel tempo con fermezza e continuità

Per questo può essere utile fermarsi a riflettere: “Cosa avrei potuto dire o fare in quella situazione per affermare il mio limite?”

Cosa succede quando iniziamo a porre dei confini?

Non è raro che chi riceve un confine reagisca con:

  • ghosting (sparizione improvvisa)

  • trattamento del silenzio

  • difensività o aggressività

  • tentativi di colpevolizzazione

Chi impara a mettere confini può sentirsi in colpa o temere di deludere l’altro. Ma mettere un confine non significa essere egoisti o cattivi: significa prendersi cura di sé e, spesso, anche dell’altro. Se un confine mina la stabilità di una relazione, forse quella relazione aveva già fragilità strutturali irrisolte.

Confini e benessere relazionale

Quando impariamo a riconoscere e proteggere i nostri confini:

  • le relazioni diventano più sane e bilanciate

  • l’autostima cresce

  • il senso di stanchezza e frustrazione diminuisce

  • impariamo a distinguere tra ciò che ci fa bene e ciò che ci svuota

Stabilire confini non significa chiudersi o allontanarsi dagli altri, ma aprirsi alla possibilità di relazioni più autentiche, rispettose e nutrienti.

 

Sabrina Baragiani
(Psicologa e Psicoterapeuta)
Psicologa e psicoterapeuta specializzata in terapia sistemico-relazionale. Laureata all’Università di Bologna, ha maturato esperienza nel supporto individuale presso il Consultorio Familiare di Castelfranco Emilia.

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